TORRIONE
Torrione : Ormai fagocitata dalla cattiva urbanistica e dalle squallide casette, la torre di Alba Adriatica si presenta come una costruzione tutta in mattoni, molta tozza, presidiata ma in totale abbandono. Le notizie sulla torre sono scarse, ma abbiamo la sua data di costruzione che probabilmente risale al 1568. Anche questa come il torrione di Carlo V di Martinsicuro aveva la funzione di avvistamento e sorvegliamento delle coste adriatiche. Con la serie delle torri costiere, presenti già dall’epoca del Medioevo, si cercò di porre un argine alle continue scorrerie dei Musulmani, seguendo un piano unitario ed organico di difesa. Nel costruire queste torri fu quasi sempre prescelta l’impostazione planimetrica quadrata, per gli evidenti vantaggi che offriva nella dislocazione dei cannoni su ogni lato. Le torri erano spesso accoppiate con torrette di guardia, poste più in alto e aventi il compito di segnalare il pericolo ai paesi situati oltre i monti nell’entroterra. Le torri però avevano solo lo scopo di avvistamento e prima difesa, senza avere la possibilità di resistere ad un lungo assedio contro le incursioni
 
CHIESETTA DI S.VINCENZO
Chiesetta di S. Vincenzo Ferri : La chiesetta di San Vincenzo Ferreri è situata in contrada Basciani, vicino al campo sportivo di Alba Adriatica. Essa fu fatta costruire dalla famiglia Guidobaldi, notaio in Nereto. La sua facciata è semplice, e presenta un portoncino centrale con due piccole finestre monofore di lato. La copertura presenta esternamente un timpano, semplice nello stile, mentre al centro della sua sommità vi è una piccola nicchia che non ospita però alcuna statuetta o immagine sacra. Oggi la facciata è stata ripitturata. In fondo al lato sinistro della chiesetta è presente un piccolo campanile con due monofore, che ospita ognuna una piccola campana. La chiesetta è annessa sul suo lato sinistro ad una abitazione rurale, oggi caduta in abbandono.
 
VILLE GENTILIZIE
Ville Gentilizie : La villa Chiarugi, detta anche “Favorita” perché preferita tra le altre come residenza estiva dai proprietari, può essere annoverata senz’altro tra le ville residenziali costruite nella zona costiera del territorio adriatico. La sua costruzione, voluta dalla nobile famiglia dei Ranalli, fu progettata e realizzata nel 1720 ad opera dell’architetto Rozzi sui ruderi di un vecchio castello che svolgeva la funzione di torre di avvistamento. La chiesa e la cappella gentilizia, invece, furono erette sui resti di un tempio votivo pagano. Il complesso, di gusto neoclassico, è contraddistinto dalla simmetria e dall’armoniosità delle proporzioni. Lungo il perimetro del tetto, in corrispondenza delle lesene, sono posizionate delle statue ad alleggerire la struttura compatta dell’edificio. All’interno le ampie sale, pavimentate in cotto fiorentino, sono dotate di un’ottima acustica grazie alla loro particolare struttura architettonica, tanto da essere usate in passato anche per intrattenimenti canori. Tutt’intorno sussiste un grande paco trasformato e sistemato, in tempi successivi, in stile “classico” dall’architetto ascolano Innocenzo Prezzavento. Tale complesso è di recente la sede del “La Villa”, così denominato perché molto simile alla villa dell’omonimo film di Visconti. VILLA GIANLUCA PALMA La villa Gianluca Palma, progettata nel 1908 dall’ingegnere Domenico Gialluca per l’abitazione di famiglia e realizzata negli anni a seguire, riecheggia nelle linee costruttive i modi e i temi eclettici dell’area romana. Nell’ordine architettonico non è certo una villa liberty, nonostante qualche fregio floreale in terracotta ; piuttosto permangono gli schemi di un classicismo ottocentesco consolidato e robusto. Nella soluzione originale della planimetria a due corpi sfalsati, si inserisce un corpo cilindrico coperto a terrazza con balaustra in ferro battuto, che viene a movimentare l’andamento murario esterno. Finestre a timpano, cornicioni, modanature aggettanti sono elementi architettonici caratterizzanti i prospetti esterni, a cui fa riscontro un interno piuttosto sobrio e privo di decorazioni. Sull’ingresso principale, a cui si accede da una breve scalinata ad andamento leggermente signorile, è posizionata una scultura in cotto raffigurante lo stemma gentilizio della casata committente. Alla villa si accede da un breve vialetto brecciato che attraversa un ampio giardino, il cui arredo botanico è costituito da conifere, palme e palmizi, vegetazione spontanea e cespugliosa. VILLA ZANONI L’edificio di moderna concezione decorativa e strutturale, ha una posizione dominante perché risulta rialzata rispetto al piano stradale.Una torretta asimmetrica, di evidente derivazione toscana, spicca alla sommità della costruzione. Il tecnico Albanio di Giulianova, in collaborazione con lo stesso committente, concepì l’edificio poi realizzato nel secondo decennio del secolo. Le linee della facciata caratterizzata dalla simmetria di finestre e logge risaltano in tutta la loro eleganza per la notevole cura dei particolari. Infatti, le numerose aperture sono riquadrate in pietra nella parte superiore. Talune porte e finestre creano notevoli effetti decorativi grazie all’esaltante contrasto del giallo e del blu del vetro martellato. Anche nel solaio di copertura della torretta, in grossi riquadri di vetro, sono ricorrenti questi contrasti di colore. Essi vengono esaltati ancora di più nelle ore notturne quando il solaio è opportunamente illuminato. L’edificio è movimentato dalle numerose scale a giorno, più nelle ore notturne quando il solaio è opportunamente illuminato. L’edificio è movimentato dalle numerose scale a giorno, rese ancora più suggestive dalla sobria lavorazione del ferro dei fratelli Merendi di Tortoreto. Le decorazioni floreali, che si sviluppano lungo la fascia lignea che corre al di sotto del cornicione aggettante, conferiscono allo stabile maggiore signorilità e stile.
 
da vedere
Da vedere
Ad Alba Adriatica c'è molto da fare, e relativamente poco da vedere: la nascita più che recente del centro locale non vanta una tradizione plurisecolare, come le vicine Giulianova o San Benedetto del Tronto. Un torrione risalente al 1568 aveva molto probabilmente funzione di avvistamento e controllo della costa; oggi al suo interno vi si trova un ristorante aperto al pubblico. Caratteristiche sono le due piccole chiese parrocchiali: S. Eufemia, patrona della città, si trova in piazza IV novembre (tel. 0861 714064), mentre quella di S. Maria è sita nella contrada Villa Fiore, in via delle Regioni (tel. 0861 711482).
 
Parco Nazionale
Descrizione
Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga racchiude tre gruppi montuosi - la catena del Gran Sasso d'Italia, il massiccio della Laga, i Monti Gemelli - e si caratterizza per la presenza della vetta più alta dell'Appennino, il Corno Grande, che raggiunge i 2912 metri. Su questa catena è inoltre presente l'unico ghiacciaio appenninico, il Calderone, il più meridionale d'Europa.
La catena del Gran Sasso è costituita da calcari e dolomie che conferiscono alla montagna un aspetto maestoso, con pareti altissime e verticali non riscontrabili in nessun altro settore dell'Appennino. La natura calcarea delle rocce favorisce la presenza di fenomeni carsici come doline, inghiottitoi, conche, grotte, gole e forre scavate dalle acque, ben evidenti a Campo Imperatore, il più vasto altopiano dell'Appennino, e nei Monti Gemelli, anch'essi di natura calcarea. La montagna, oltre che dall'acqua e dagli altri agenti atmosferici, è stata modellata dagli antichi ghiacciai ormai scomparsi, le cui tracce sono tuttora leggibili nei depositi morenici o nelle grandi valli a forma di U scavate e modellate dai ghiacciai quaternari.
I Monti della Laga, che raggiungono con il Monte Gorzano 2458 metri di quota, sono invece costituiti da arenarie e marne. La natura geologica condiziona la morfologia di queste montagne, le cui cime si presentano più arrotondate, con numerose valli incise e profonde. La costituzione marnoso-arenacea fa sì che l'acqua scorra impetuosa in superficie, raccogliendosi in ruscelli, torrenti e fiumi, che precipitano a valle formando decine di splendide cascate. Tra le più alte e imponenti si ricordano quelle della Morricana, della Volpara, delle Barche, della Cavata, delle Cento Fonti, della Fiumata, e tante altre che in inverno, ghiacciate, offrono uno spettacolo di rara bellezza.
 

 

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